Spriale
di dolcezza + serpe di fascino
lettura
futurista in forma concertata
di e con: Isabella Bordoni, Ilaria Drago, Rosaria Lo Russo, Marco Guidi.
sonorizzazione,
musiche Marco Guidi
dinamiche vocali live electronics Ilaria Drago
sonorizzazioni Isabella Bordoni
In occasione del Centenario della nascita del Futurismo in Italia (1909), la Compagnia Ilaria Drago presenta, da un'idea di Rosaria Lo Russo, una messa in scena per tre voci femminili del volume a cura di Cecilia Bello Minciacchi, Spirale di dolcezza + serpe di fascino, antologia di scrittrici futuriste, (Edizioni Bibliopolis, Napoli, 2007), con Rosaria Lo Russo, Isabella Bordoni, Ilaria Drago e la collaborazione di Marco Guidi.
Spirale di dolcezza + serpe di fascino, a cura di Cecilia Bello Minciacchi, è una antologia di scrittrici futuriste, una novità importante nel panorama letterario italiano, nel quale le autrici, le scrittrici e le poetesse, le donne artiste, sono state lungamente trascurate e sottovalutate. Questa scelta antologica ha il pregio di mettere in rilievo la non secondaria presenza delle donne nel movimento d'avanguardia degli inizi del secolo scorso: una vera rivoluzione non solo letteraria, ma anche antropologica. Le donne prendono la parola e si mettono in scena con l'intento di sovvertire il canone, un canone letterario e teatrale spesso precluso alle donne o dove la presenza femminile resta sottomessa ad antiche quanto obsolete simbologie che ne limitano l'espressività. Le scrittrici futuriste hanno contribuito notevolmente a svecchiare questo sistema e ad aprire le porte alla piena espressione scenico-letteraria delle donne.
Ilaria Drago, Rosaria Lo Russo, Isabella Bordoni, tre autrici e performers di consolidata esperienza scenica e letteraria, diverse per provenienze e formazione, ma unite da affinità del proprio sentire scenico, propongono una rilettura delle scrittrici - a loro volta anche performers - con l'intento di dialogare performativamente con l'esperienza delle "predecessore" futuriste. Saggiare gli elementi di continuità e di discontinuità rispetto alla loro ricerca poetico-teatrale è un modo per confrontarsi con quelle donne e la scena artistica che le ha viste testimoni e interpreti.
La
lettura-evento ha il medesimo obiettivo ideale della pubblicazione del volume
a cura di Cecilia Bello Minciacchi, Spirale di dolcezza + serpe di fascino:
la valorizzazione della creatività femminile nelle persone delle sue
rappresentanti ancora ingiustamente poco conosciute dal pubblico.
In questo senso anche il lavoro di messa in scena diviene una testimonianza
che assume il valore di vero e proprio archivio culturale e filologico con
il quale non si potrà fare a meno di confrontarsi per comprendere meglio
il futurismo in toto (in particolare il lavoro che verrà realizzato
con il contributo dei video).
Isabella Bordoni, Ilaria Drago, Rosaria Lo Russo, prestano loro voce e corpo
cucendone i versi in un tessuto musicale che è base e colore comune;
in questo flusso di segni essenziali la performance si struttura come un evento
a più voci, in una partitura per parole, suoni, immagini, luci.
Unite e disgiunte per approccio stilistico ed estetico, le tre interpreti
si sono scelte proprio per affinità e divergenze, nell'incontro con
una parola che per tutte loro è senso e gesto sonoro; una parola perciò
capace di divenire, in alcuni momenti, vero e proprio divertissement anche
grazie all'utilizzo live di strumenti elettronici.
Le accompagna in questo percorso il compositore e musicista Marco Guidi, che
ne cura l'ambiente sonoro e il trattamento della voce.
"Al futurismo parteciparono, con entusiasmo e originalità, donne
di cui negli anni si è in larga parte persa memoria. Furono artiste
poliedriche, danzatrici, scultrici, pittrici, ricamatrici, arredatrici, fotografe,
trasvolatrici, ma in grandissimo numero furono scrittrici di poesie, prose,
sintesi teatrali e tavole parolibere. Sperimentarono forme nuove con passione,
spesso sostenute da Marinetti che, al di là della prima retorica antifemminile,
spesso ne apprezzava e promuoveva le opere. Le scrittrici futuriste non formarono
un gruppo omogeneo, né una nicchia autonoma e coesa all'interno del
movimento: parteciparono all'avanguardia in forme molto libere e in tempi
e modi singolari attraversando l'intero arco di vita del futurismo. Per recuperare
queste autrici da una più che ventennale assenza editoriale, quando
non da un oblio immeritato, occorreva presentare una scelta ampia degli scritti
- manifesti, versi, prose liriche e narrative, parole in libertà -
con cui a pieno titolo contribuirono al futurismo. È infatti la produzione
artistica, segnatamente letteraria, quella che meglio sa incarnare e rappresentare
la concezione della donna nel futurismo. Più degli assunti dichiaratori,
sono i temi e gli espedienti stilistici, le predilezioni nei generi letterari,
la vivacità delle sperimentazioni parolibere a rivelare la coscienza
che ciascuna ha avuto di sé e del proprio ruolo di donna e artista
futurista. Per questo è utile tornare in primo luogo al documento letterario,
perché parlanti si rivelano i testi e gli azzardi avanguardisti. Che
assumessero toni virulenti e programmatici come Valentine de Saint-Point,
o che si ponessero in sensibile auscultazione di sé e delle potenziali
rispondenze con il cosmo come Maria Ginanni e Irma Valeria, che reagissero
a una malattia con piglio energico e cure "letterarie" come Enif
Robert, che tentassero l'ebbrezza dell'aeropoesia come Maria Goretti e Dina
Cucini, le futuriste sempre costituirono un potente, esemplare nucleo di forze
femminili. Quelle Forze femminili che Benedetta in una sintesi grafica rappresentò,
mirabilmente, come Spirale di dolcezza + serpe di fascino. " (Cecilia
Bello Minciacchi)

ascolta stralci dallo spettacolo [siae]:
